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Mons. Luigi Carraro

Era solito dire: "Sono solo un povero prete..."

26. 11. 1914 Nasce a Montecchio Maggiore da Luigia Minchio e Giovanni Battista Carraro

03. 10. 1937 Viene ordinato sacerdote a Lonigo da Mons. Ferdinando Rodolfi

1937 Cappellano ad Orgiano

1942 Cappellano a Trissino

1943 Cappellano a Sant'Andrea di Cologna Veneta

1948 Parroco a Cerealto

19. 03. 1961 Parroco a Colloredo - Solenne ingresso

25. 12. 1995 Nominato Canonico onorario della cattedrale di Vicenza

07. 06. 1998 Muore a Noventa Vicentina

09. 06.1998 Colloredo - Solenni esequie presiedute da S. E. mons. Pietro Nonis

 

C E R E A L T O

"Un gioiello di chiesa, una topaia di canonica" : questa, nelle parole di mons. Carlo Zinato, la nuova destinazione: CEREALTO.

E don Luigi, nei primi giorni della settimana santa del 1948, se ne va da Sant'Andrea di Cologna Veneta. A Vicenza l'aspetta mons. Carlo Fanton, Il Vicario Generale, per accompagnarlo. Insieme, raggiungono in treno Valdagno. Qui, l'arciprete mons. Bortolo Meggiolaro, chiama un taxi: ancora una strada bianca, in salita, sotto le piante, fino alla frazione, 330 abitanti, 689 metri sul livello del mare.

Il parroco, don Carlo Soga, è a letto, gravemente ammalato e la piccola parrocchia ha bisogno di un altro sacerdote per la Pasqua. Il Vicario presenta, saluta e se ne torna giù, ma Marietta, la perpetua, guarda con diffidenza il nuovo venuto, fermo con la valigetta in mano, che, data l'ora, sembra aspettarsi qualcosa da mettere sotto i denti e una sistemazione: "Gnente magnare qua. Bisogna ch'el vaga zò da Petele".

Zarantonello Bortolo, detto Petele, era uno dei tre fabbricieri del paese: lui, Placido Pretto e Pietro Reniero si erano assunti l'impegno d'ospitare in casa propria, a pranzo e a cena, una settimana ciascuno, il prete che doveva arrivare.

Dopo un piatto di minestrone da Petele, ritorno in canonica e nuova sorpresa: "El leto?", chiede la Marietta a un don Luigi sempre più disorientato. Altro giro per il paese, altro movimento di buoni cristiani alla ricerca di un materasso e coperte perla notte. Niente corrente elettrica in camera, niente servizi igienici interni all'edificio.

Grande, anche nei giorni successivi, la disponibilità di tutti, ma al vescovo non pare dignitoso questo passare di porta in porta. Reniero Pietro, vedovo, la moglie stroncata da un infarto nel '43, dieci figli, due dei quali morti in guerra, mette allora a disposizione del sacerdote una piccola stanza: si può fermare lì da lui quanto vuole, la mattina e il pomeriggio.

Frattanto il parroco don Carlo Soga si aggrava e viene ricoverato nella piccola Casa del Clero di Rosà, dove si spegnerà alcuni mesi dopo. Don Luigi può così trasferirsi del tutto in canonica e farsi raggiungere dalla mamma e dalla zia Maria.

Anna Reniero, ultimogenita di Pietro e Francesca Reniero, trent'anni e una gran voglia di fare, comincia ad occuparsi della chiesa e dei paramenti sacri, ma la sua presenza è richiesta con sempre maggiore frequenza anche in canonica, soprattutto dopo che, nel 1959, muore all'ospedale di Valdagno zia Maria lasciando il nipote prete solo con la madre ormai anziana e sofferente di cuore.

Attentato a Palmiro Togliatti: 14 luglio 1948. Don Luigi Carraro deve sostenere gli esami per poter restare come parroco a Cerealto, ma dalla stazione di Valdagno non partono treni, non partono taxi. Davanti al vescovo a Vicenza si presenta il giorno dopo. "Perchè non sei venuto ieri? Hai messo in pericolo la tua nomina", gli dice mons. Zinato. Ma poi decide che anche una sola prova orale può bastare e l'interroga sul catechismo di Trento.

Per antica consuetudine, i capifamiglia di Cerealto avevano il diritto di eleggere il loro parroco fra alcuni candidati proposti dal vescovo. Anche quella volta, come di consueto, nella scuola elementare si costituisce il seggio e si vota.

Nessuna sorpresa. Don Luigi è ormai conosciuto e stimato in paese: è lui il nuovo parroco.